La storia della prestigiosa Villa Ida Lampugnani nell’hinterland milanese si intreccia con gli avvenimenti di un passato antico, dove riti, culto e magia trovano la loro espressione in un misterioso piatto d’argento, oggi noto come patera di Parabiago.

Il culto misterico legato alla patera di Parabiago

La patera di Parabiago fu ritrovata nel 1907 durante degli scavi alle fondamenta di Villa Ida Lampugnani, all’epoca residenza del senatore Felice Gajo, che custodì gelosamente il reperto archeologico fino alla sua morte.

Il piatto d’argento rappresenta un’importante testimonianza per la storia della Milano tardo-imperiale, sia come culto misterico sia come espressione della ricchezza delle ville dei grandi signori nei pressi della città.

Per Villa Ida Lampugnani il ritrovamento di questo reperto archeologico è certamente un’ulteriore riprova dell’alto valore storico e artistico della residenza, una location che oggi si presta ad accogliere con eleganza e raffinatezza eventi, cerimonie e feste private.

La rinascita pagana nel regno dell’imperatore Giuliano l’Apostata

Oggi la pantera di Parabiago è custodita presso il Museo archeologico di Milano. Il piatto pesa circa 3,5 kg e ha un diametro di 40 cm. È realizzato in argento, con lievi tracce di doratura e raffigura il trionfo di Attis e Cibele su un carro trainato da leoni. Nell’immagine si trovano anche i Coribanti, cioè i sacerdoti di Cibele, e personificazioni cosmiche legate ad alcuni culti orientali.

Il tema della raffigurazione ha permesso di datare il manufatto a partire dal IV secolo, verosimilmente sotto il regno dell’imperatore Giuliano l’Apostata, cioè durante la rinascita pagana neoplatonica.

Il legame tra il piatto di Parabiago e Villa Ida Lampugnani conferisce alla storica residenza un valore artistico di assoluto pregio insieme alle architetture, alle decorazioni e agli arredi che la rendono una delle più belle e autentiche ville in stile Liberty di tutto il Paese.

La patera di Parabiago, il culto di Cibele e i calendari romani

Sotto il regno di Giuliano l’Apostata il culto di Cibele ebbe un grande seguito presso l’aristocrazia romana che voleva opporsi al nascente Cristianesimo e cercava di recuperare i valori e i miti del paganesimo. L’adorazione di questa divinità era ritenuta importante soprattutto per le attività agricole: per questo, durante l’anno a Roma venivano organizzate due feste in onore di Cibele con celebrazioni e sacrifici di animali.

L’immagine raffigurata nella patera conferma il legame dell’impero con il mito e permette di introdurre nuovi aspetti legati all’astronomia romana, tra cui la ripartizione delle stagioni e l’esistenza di due calendari romani: quello civile e quello agricolo.

La patera di Parabiago è certamente un’importante testimonianza di epoca romana, che lega la sua storia a quella di Villa Ida Lampugnani, un luogo altrettanto importante e ricco di arte, oggi una location di lusso per l’organizzazione di eventi in provincia di Milano. Grazie alla sua suggestiva ambientazione, la villa si presta ad ospitare anche spot pubblicitari, servizi fotografici e set cinematografici.

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